Il kamae

Il kamae è la posizione di guardia.
L'Aikido adotta la posizione di sankaku (triangolo), così chiamata per la posizione dei piedi appunto a triangolo, questa può essere migi hanmi o hidari hanmi cioè guardia destra o sinistra e può essere ai hanmi o gyaku hanmi in rapporto al kamae dell'avversario: gyaku è a guardie contrapposte cioè destra-sinistra o sinistra-destra, ai hanmi è destra-destra o sinistra-sinistra.
Tra le differenze che distinguono il kamae dell'Aikido dal kamae di altre arti marziali salta subito all'occhio la naturalezza della posizione che consente gli spostamenti in tutte le direzioni.
 
Analizziamolo ora nei dettagli partendo dalla posizione dei piedi.
Come ho già accennato i piedi sono posti a triangolo, in hidari hanmi il piede sinistro sarà rivolto con le dita in avanti, ma più nel dettaglio con l'alluce direzionato in avanti mentre il piede destro avrà il mignolo direzionato verso destra.
I piedi sono relativamente ravvicinati tra loro, a circa un piede e mezzo di distanza. Questa distanza piuttosto ridotta ci consente una maggiore velocità negli spostamenti, infatti per spostare un piede dobbiamo portare il nostro peso sull'altro che è quello che facciamo normalmente quando camminiamo.
Pertanto, se tenessimo i piedi molto distanti, saremmo molto più lenti negli spostamenti. 
Le ginocchia sono leggermente piegate e reattive, dirette nella medesima direzione dei piedi.
La posizione delle anche è condizionata da quanto finora detto e il nodo della nostra cintura si troverà direzionata leggermente verso destra.
Il busto eretto.
Le braccia distese in avanti, la sinistra con la mano all'altezza del torace, la destra con la mano all'altezza della cintura.
I gomiti sono leggermente piegati.
Le mani con il tegatana rivolto in avanti con le dita leggermente divaricate.
Lo sguardo alto, gli occhi devono avere una visione di insieme senza mai focalizzarsi su alcun particolare.
Il corpo in generale deve essere sempre rilassato, mai contratto ma sempre ricettivo, pronto a rispondere d'istinto ad ogni tipo di attacco.
Io dico spesso che l'atteggiamento mentale deve essere quello di accoglienza per poter controllare l'avversario anche prima di essere attaccati.
Un atteggiamento di chiusura comporterebbe un contrasto che renderebbe impossibile la realizzazione di un efficace musubi, in altre parole annullerebbe la possibilità di armonizzare la propria energia con quella dell'avversario. 
In pratica ci vuole armonia anche tra il nostro attegiamento mentale e la nostra postura.
Vorrei aggiungere che ognuno deve trovare il proprio kamae seguendo certo queste regole ma adattandole al proprio fisico ed alla propria persona.
Si potrà ritenere di aver trovato il proprio kamae solo quando ci si sentirà sicuri e sereni nell'affrontare gli attacchi.
Per concludere ritengo sia più importante l'atteggiamento mentale con il quale si affronta un attacco che non la posizione del corpo, anche se l'uno può in un certo qual modo condizionare l'altra e viceversa.
     
                                                                                                                   Franco Ceresini

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